Categoria: Eventi

6° Torneo Burraco

Si è svolto il 6° torneo di burraco, nella cornice familiare del centro Ricreativo Culturale Piero Poclen, con la numerosa partecipazione dei nostri soci e delle Università della Terza Età di Gorizia, Cervignano e Cormons. Congratulazioni a tutti i partecipanti e un plauso ai vincitori.

9° Concorso Fotografico

Premiazione 9° concorso fotografico: “Le Nostre Radici” visioni retrospettive (di tracce) che segnano la nostra storia. Primo classificato Luciano Berini foto dal titolo “Riposo”, seconda classificata Manuela Fabbro opera dal titolo “Il trampolino dei sogni”, terza classificata Oriana Brighi foto dal titolo “Radici contadine”

Mostra Laboratori Artistici

Momenti dell’inaugurazione e relative esposizioni, quali istanti finali dei Laboratori artistici di Cucito, Gomma Eva, Intarsio, Gomitoli, Panno, Sbalzo, Traforo, Mosaico, Ceramica, Tombolo, con i lavori degli allievi dei corsi. Si ringraziano tutti i partecipanti e un particolare grazie agli insegnanti che hanno, con la loro sapiente e attenta guida di maestri d’arte, incoraggiato gli allievi.

Ljubljana “gita sociale”

Si è aggiunto un altro tassello a questo Anno Accademico che sta per volgere alla fine, la nostra uscita a Lubiana, che noi definiamo la “gita sociale” per eccellenza, un folto numero di soci partecipanti, una splendida giornata primaverile, il buongiorno del mattino. Lubiana è tra le più piccole Capitali d’Europa, è il centro economico e culturale della Slovenia,  all’arrivo siamo stati accolti da due guide e in due gruppi abbiamo iniziato la nostra visita. Attraverso una via principale che conduceva al centro della capitale, una serie di palazzi e monumenti catturavano la nostra attenzione fino a giungere al cuore del centro storico della città è anche il luogo in cui si incontrano barocco, secessione e architettura di Jože Plečnik. Il suo aspetto è caratterizzato dalla facciata rosa della chiesa francescana dell’Annunciata, che è probabilmente l’immagine più riconoscibile di Lubiana, dal monumento al poeta France Prešeren e dal Tromostovje di Plečnik. Dopo il grande terremoto del 1895 nella piazza sorsero nuovi palazzi borghesi: le case di Frisch e di Seunig all’inizio dell’odierna via Čopova ulica, il palazzo dell’attuale Centralna lekarna (Farmacia centrale), quindi il grande magazzino Urbanc, la casa Hauptmann e trent’anni più tardi il palazzo Mayer.

Dopo una breve sosta per ammirare le bellezze architettoniche e il via vai di gente che affollava la piazza in una calda mattinata di sabato, ci siamo diretti verso uno dei simboli di Lubiana, il ponte dei Draghi, quattro draghi alati dall’aspetto feroce sorvegliano il ponte ad arco che attraversa il fiume di Lubiana. Bell’esempio di architettura stile Secessione, il ponte dei Draghi è stato uno dei primi ponti in cemento armato in Europa. Chiamato anche Zmajski most, è stato costruito nel 1901 dall’architetto Jurij Zaninović in onore di Francesco Giuseppe I.  Inizialmente come ornamento erano previste delle sculture di grifoni. Tuttavia, alla fine i grifoni furono sostituiti da imponenti statue di draghi, che sono oggi una delle attrazioni principali della città, e richiamano la leggenda secondo cui l’eroe mitologico greco Giasone, che rubò il vello d’oro del re Aites e poi con l’equipaggio degli Argonauti scappò sulla nave Argo attraverso il Mar Nero fino al Danubio, risalì il fiume Sava fino al fiume Ljubljanica dove affrontò un drago e lo uccise. Per questo oggi Lubiana è chiamata “la città dei draghi” e da secoli ne esibisce uno sul suo stemma.

Attraverso uno splendido mercato, pervaso da una atmosfera vivace, principale punto vendita della città, un folto numero di bancarelle esponevano frutta e verdura locale e più in là una vasta scelta di fiori freschi e composizioni di fiori secchi tipiche del luogo, siamo arrivati alla Cattedrale di San Nicola, uno dei più belli esempi di arte barocca in Slovenia. La chiesa dedicata al santo patrono dei pescatori, sorge sul sito di una basilica romanica del XIII secolo, ma l’attuale edificio con i suoi campanili gemelli risale agli inizi del XVIII secolo.

Lasciata alle spalle le Cattedrale, si arriva Mestni Trg è la Piazza della Città, cuore del centro antico di Lubiana. Gli eleganti edifici costruiti dopo il terremoto del 1511 decorano la piazza e le donano un aspetto fortemente barocco. Tra le costruzioni più belle, spiccano la casa Haman, in cui è ospitata la Mestna galerija (Galleria civica), il palazzo Lichtenberg con la facciata decorata dallo scultore Osbalt Kittel, i palazzi Rakovec e Obrez di Matija Persky, la casa Souvan con i rilievi sulla facciata che rappresentano il commercio, l’agricoltura e l’arte. Domina la Piazza Civica il Mestna hiša, ovvero il Municipio (chiamato anche Magistrat o Rotovž), sede del Comune della città di Lubiana. Eretto nel 1484, fu ricostruito e ampliato nel 1717-18, e ristrutturato nel 1963. Sopra la facciata di chiara influenza veneziana, si eleva la torre dell’orologio.

Davanti al Municipio si eleva l’obelisco della fontana dei Fiumi di Carniola (1751), uno dei monumenti più famosi della Lubiana barocca ed ultima opera eseguita da Robba nella capitale slovena. Lo scultore, traendo ispirazione dalla Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona del Bernini, volle rappresentare attraverso tre figure che reggono grossi vasi da cui sgorga l’acqua, i tre fiumi carniolani: la Krka, la Ljubljanica e la Sava.

Si è giunti all’ora dell’incontro dei due gruppi e siamo arrivati al Triplice Ponte (Tromostovje) uno dei simboli più conosciuti di Lubiana, piccolo ma caratteristico accesso alla città vecchia, quando fu costruito (1842), era un comune ponte in pietra a singola arcata sul Ljubljanica, a tutti noto come Špitalski most (Ponte dell’Ospedale) anche se il nome ufficiale era ponte Franz,  in onore dell’arciduca Francesco Carlo d’Austria, come ricorda la scritta sul piedistallo del ponte. Da ogni ponte laterale due scale conducono alle terrazze alberate sopra il fiume dove il famoso architetto sloveno fece piantare dei pioppi. Oggi il Triplice Ponte, completamente pedonalizzato, è una piacevole passeggiata, vivacizzata da artisti e musicisti di strada, che collega Prešernov trg, piazza principale e popolare punto d’incontro di Lubiana, al centro storico. Ci attende in un ristorante nei paraggi, un lauto pranzo con piatti tipici sloveni.

Pomeriggio ci aspetta la scoperta del pittoresco centro storico di Lubiana, dal punto di vista del battello, la gita comincia sull’approdo Cankarjevo nabrežje. L’itinerario della gita ci porta prima contro corrente sotto più bellissimi ponti (Ponte dei calzolai, Ponte Hradetzky e Ponte di Prule) fino al inizio del Canale Gruber. Qui si gira e si ritorna con la corrente sulla stessa via per proseguire verso il centro storico di Lubiana sotto i Tre ponti e il Ponte dei draghi. Si ha cosi la possibilità di conoscere l’infrastruttura di Lubiana da tutt’altra prospettiva. Dal Ponte dei draghi si ritorna poi fino al punto di partenza.

Una parte del fiume Ljubljanica è protetta come monumento nazionale per la importanza archeologica e storica che ha. Il fiume è anche molto particolare perché sul Carso, da dove proviene, sorge e poi scompare più volte. Una volta non lo sapevano, che si trattava del stesso fiume e hanno dato un nome differente a ogni segmento del fiume. Quindi chiamano Ljubljanica anche il fiume dei sette nomi.

Lubiana ha un bel patrimonio culturale, risultato di tante contaminazioni e scambi, siti e monumenti, un maestoso castello, musei e gallerie, abbiamo trovato una capitale vivace, tranquilla e molto graziosa, con la particolarità che ogni quartiere ha una sua propria fisionomia storica: liberty, medievale e barocca.

Una splendida giornata per una “gita sociale”

Rassegna Corale

Un ringraziamento e un plauso per l’organizzazione, al Presidente Lino Schepis e al direttivo dell’Università della Terza Età “Danilo Dobrina” di Trieste per averci invitato alla rassegna Corale e di Danza “Cantiamo Insieme” che si è svolta ieri pomeriggio, sabato 6 maggio, al Teatro della Chiesa di S. M. Maggiore. Cinque cori, rispettivamente il Coro ospitante, sorto nel 1960 diretto dal M° Michela Sabadin, il Coro Polifonico “Lions Singers” di Trieste costituito nel 2008 diretto dal M° Giuseppe Botta e al pianoforte Elisabetta Richter, il Coro “Mont Quarin” dell’Università della Terza Età di Cormons, diretto da M° Cristina Del Negro costituito nel 1998, ospite d’onore il coro “Mavrica” di Nova Gorica, diretto dal professore di Musica Uros Cej, composto da 17 donne cinque anni fa e il nostro coro “Piero Poclen” costituito nel 1996 diretto dal M° Franca Zanolla accompagnato al pianoforte da M° Dimitri Candoni. I diversi repertori hanno messo in risalto l’originalità e la bravura di ognuno, un bellissimo pomeriggio conviviale conclusosi con una serie di cantate estemporanee.

L’Arte del Ricamo

Inaugurata la preziosa Mostra del Ricamo, grazie alla passione e all’impegno delle Maestre Anna e Silva Mauro, il corso di sfilato e ricamo è presente da 20 anni all’Università della Terza Età.

Questa mostra è un riconoscimento alle Maestre per aver condiviso questa arte tramandando il loro sapere attraverso i vari punti di ricamo come gli orli a giorno, lo sfilato siciliano, il gigliuccio, il macramè quelli che più mi sono familiari e ricordo, ma vi assicuro che troverete nei lavori esposti, delle opere d’arte fatte con precisione e tanta passione. Osservavo questa mattina, allieve e maestre mentre allestivano la mostra, dove e soprattutto come posizionare i lavori, era da tanto tempo che non vedevo una partecipazione così armoniosa, come se la loro arte non fosse solamente qualcosa di bello da esporre, ma fosse anche filo della socializzazione fra le ricamatrici e le loro maestre, divenuto nel tempo uno spirito di amicizia.

La mostra all’Arte del Ricamo è anche un ringraziamento al tempo dedicato con impegno ed eccellenza all’insegnamento fatto di punti, intrecci, sfilati, un mondo meraviglioso che le Maestre Anna e Silva continuano a perpetuare. Grazie.

VIENNA INSOLITA

Viaggio alla scoperta di una VIENNA INSOLITA dalla Secessione viennese alla Vienna Verde impostata sull’ecologia e la sostenibilità con opere architettoniche d’avanguardia, nasce da un progetto con il docente Ferdinando Bertani, architetto Urbanista, preceduta da 4 conferenze con dovizia di elementi per affrontare preparati la visita nella capitale austriaca e i suoi dintorni.

Il viaggio inizia in una giornata di aprile fredda e uggiosa da essere scambiata per invernale, anche la neve al confine crea l’atmosfera e il nostro autista ci sta dirigendo verso la scoperta di una Vienna insolita.

Prima tappa al parco espositivo “Blaue Lagune” di Vienna, vetrina per l’edilizia sostenibile. Veniamo accolti da Erich Benischek, fondatore, proprietario e amministratore delegato della Laguna Blu, ideatore del progetto del nuovo centro di costruzione con i suoi cinque edifici che diventerà esso stesso una vetrina per la costruzione del futuro; in una sala convegni ci illustra come la progettazione e la costruzione sono eseguite nel perfetto rispetto dei criteri di sostenibilità e della migliore riusabilità nel quadro di un’economia circolare ottimale. Il progetto ha già ottenuto il pre-certificato ÖGNI/DGNB nel più alto livello di platino, che tiene conto di una visione olistica di tutti gli aspetti sostenibili (come economia, ecologia, comfort dell’utente o qualità tecnica). Le fasi principali della costruzione sono documentate in una serie di film, le foto completano la cronaca per poi lasciare la sala conferenze e condurci alla guida attraverso il guscio del centro di costruzione a spiegare gli aspetti essenziali per la massima flessibilità degli edifici e dei servizi di costruzione.La prima tappa è stata di ispirazione ad un nuovo stile e punto di vista nella realizzazione di una casa, per nulla tradizionale, nella zona visitatori si è potuto vedere come ognuno può arredare la propria stanza campione con un’ampia varietà di materiali, i campioni originali possono essere visti e “afferrati” e le singole idee di campionamento sono immediatamente visibili sul monitor. In questo modo, le parti interessate possono familiarizzare con il processo di campionamento e “giocare” con ottiche e materiali diversi. Siamo risaliti sul pullman, alla volta del nostro albergo e malgrado il tempo non decidesse ancora di volgere al bello, ognuno lasciava a Blaue Lagune il proprio sogno di casa!Il secondo giorno, dopo una sana e robusta colazione viennese, ci attendeva l’incontro con la guida, Lorenzo Menato nato a Vicenza ma, collaboratore nello studio einszueins architekturma di Vienna e architectural tours della città, parte di un gruppo di architetti ed esperti di architettura viennesi con l’obiettivo di presentare e trasmettere un’architettura di alta qualità ad un livello corrispondentemente alto, in grado di soddisfare le diverse sfide e i diversi desideri dei visitatori, per noi, alla scoperta di una Vienna insolita si dimostrerà una guida meravigliosa. Partenza alla scoperta del complesso edilizio noto con il nome di Hundertwasserhaus reca la firma di Friedensreich Hundertwasser, artista-architetto scomparso nel 2000 e considerato uno dei più originali interpreti dell’astrattismo mitteleuropeo. Volle celebrare l’armonia tra uomo e natura attraverso il perfetto connubio tra elementi vegetali ed architettonici, proponendo soluzioni ecologiche innovative. Il felice risultato delle sue ricerche è infatti chiaramente ravvisabile in queste case, ben 52 appartamenti diversi gli uni dagli altri, con facciate caratterizzate da tinte vivaci, linee sinuose e alberi che spuntano dalle finestre o che crescono sui tetti. Hundertwasser voleva trasmettere gioia di vivere, spensieratezza e libertà, regalare un sogno a coloro che non potevano permettersi una casa perché, come egli stesso ebbe a dire, “se uno sogna da solo è solo un sogno. Se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà”.Lasciamo il Terzo distretto della città per recarci a simmering, un distretto viennese di carattere prettamente industriale dovuto alle sue antiche fabbriche e stabilimenti, è stato oggetto, a partire dalla fine degli anni Novanta, di un esperimento architettonico. Quattro gasometri aventi 102 anni l’uno, infatti, sono stati trasformati da quattro equipe di architetti celebri in un quartiere praticamente nuovo, oltre a 615 appartamenti moderni e ad una sala per manifestazioni con una capienza di 4.200 persone, è stata ricavata al piano terra dei gasometri una shopping mall con circa 70 negozi distribuiti su 22.000 metri quadrati di superficie. Per comprendere le dimensioni davvero gigantesche di questo progetto basti pensare che ciascuno di questi quattro gasometri, alti 75 metri, potrebbe ospitare comodamente la Ruota Panoramica.In anticipo con il nostro programma, prima di trasferirci fuori Vienna e dopo una sosta ristoratrice, Lorenzo, a sorpresa, ha pensato di farci visitare il nuovo Campus universitario della facoltà di Economia, progettato da Architetti di fama internazionale dove a spiccare è soprattutto lo strabiliante complesso della Biblioteca disegnato da Zaha Hadid, dal tetto a sbalzo con la facciata della finestra rivolta verso il Prater, il “Monitor”, può essere visto da lontano. All’interno, i visitatori sono accolti da un imponente atrio di quattro piani. Questa sala, il “Forum”, può essere vista come un’estensione o un riflesso della piazza di fronte alla Biblioteca e al Centro di apprendimento. Nella parte posteriore della sala, l’edificio si divide nelle due componenti, con stretti “canyon” in mezzo. I ponti collegano i due componenti tra loro. Rampe e scale salgono a spirale dall’area di ingresso attraverso il centro della biblioteca. Questo si estende a forma di imbuto sui sei piani dell’edificio e infine occupa tutti gli ultimi due piani – vista mozzafiato sul Prater incluso. Intorno ad esso si raggruppano tutti gli altri edifici. L’architettura avveniristica si impone immediatamente allo sguardo. All’interno l’organizzazione degli spazi è improntata comunque alla funzionalità, come si addice ad un campus universitario l’intero complesso è stato realizzato secondo i principi della “Green Building”, con involucri esterni e impianti progettati in maniera da essere il più possibile efficienti e sostenibili. Il campus universitario riporta alla memoria i tempi da studente ma, a pensarci bene anche questo gruppo di visitatori è parte di una Università sarà della Terza Età ma vi assicuro che lo spirito è tutt’altro che nostalgico. E’ giunto il tempo di raggiungere la Seestadt, la social-city ad impatto zero; un quartiere alla periferia della capitale che nel tempo diventerà una cittadina di 20 mila abitanti e che si chiama Aspern Seestadt, Vienna sta scrivendo una nuova pagina di architettura illuminata. Affacciato su un lago d’acqua trasparente in cui d’estate si fa il bagno, si va a vela e in cui si specchiano gli 84 metri della nuova torre HoHo (da Holz-Hochhaus, grattacielo di legno) – uno degli edifici in legno più alti del mondo –, l’edificio ha una struttura ibrida – cemento armato e legno – caratterizzata da un alto livello di prefabbricazione, che consente un notevole risparmio di risorse energetiche e abbattimento della CO2, rispetto ad una costruzione tradizionale. HoHo può contare su una vasta gamma di funzioni distribuite su 24 piani: centro benessere, hotel, uffici, un residence e appartamenti. Aspern Seestadt è distante 25 minuti in metropolitana dal famoso Ring della capitale viennese e 30 da Bratislava, questo quartiere è il manifesto progressista di una popolazione austriaca che negli ultimi 20 anni è passata da otto a quasi nove milioni, crescendo più di ogni altro Paese dell’Unione e si tocca con mano l’approccio viennese al concetto di Smart City: che ha portata tecnologica, ovviamente, ma soprattutto sociale.Sulla strada del ritorno al nostro albergo ci siamo imbattuti nello Spittelau, il termovalorizzatore viennese conosciuto per essere diventato una specie di monumento della città: importante per il suo aspetto e per la sua funzione ma soprattutto per il quartiere e la stazione omonima dei mezzi pubblici che vi è sorto intorno, alimentati dall’energia derivante dai rifiuti che dall’impianto si distribuisce verso diverse zone cittadine. E nella KARL-MARX-HOF la casa popolare più lunga al mondo, giunta integra fino ad oggi, simbolo del progresso della prima repubblica austriaca, L’edificio è talmente lungo che non bastano quattro fermate di tram per collegarne l’inizio e la fine. Prima di giungere la destinazione scorgiamo il Millennium Tower che spicca per la sua bellezza e la sua eleganza: è a forma di due cilindri intrecciati tra di loro la cui superficie esterna, completamente vetrata, brilla nella luce del sole e rispecchia il cielo e le nuvole. Termina il nostro secondo giorno.

Il terzo giorno ad attenderci nell’atrio dell’albergo Ulrike Wiesmüller nostra speciale guida, viennese, oggi ci accompagnerà alla scoperta per alcuni, ma alla riscoperta per i più della Vienna della Secessione, in particolare del museo della Secessione, un edificio espositivo moderno in stile Liberty, che oggi è uno dei monumenti più rappresentativi di Vienna. La cupola rivestita di foglie d’oro (chiamata dai viennesi “il cavolo d’oro”) è il simbolo della Secessione e si staglia contro il cielo ben visibile in lontananza. ra i membri della Secessione vi erano Gustav Klimt (1862-1918), Kolo Moser (1868-1918), Josef Hoffmann (1870-1956) e Joseph Maria Olbrich (1867-1908). Olbrich, il progettista della Secessione, era un collaboratore del famoso architetto e urbanista viennese Otto Wagner. Al piano interrato della Secessione si può visitare il “Fregio di Beethoven” di Gustav Klimt. L’opera, lunga 34 metri, è una grandiosa interpretazione pittorica della Nona Sinfonia di Beethoven. Fu eseguita dal pittore d’eccezione Klimt per una mostra nel 1902. Le prime reazioni difronte a questa opera d’arte non furono accolte benevolmente da una parte del pubblico, rimasta scandalizzata dalla nudità dei personaggi e dall’aspetto ripugnante di alcuni di essi. Ai piani superiori, su una superficie espositiva di 1.000 m² vengono presentate ogni anno circa 20 mostre temporanee di artisti contemporanei. Il portone d’ingresso della Secessione è sovrastato da una scritta che rappresenta il motto dell’associazione artistica: Al tempo la sua arte. All’arte la sua libertà. Lungo il percorso che porta presso il quartiere museo della città , ci siamo soffermati con lo sguardo rivolto a palazzi, statue, giardini, che hanno conservato il fascino della Vienna Imperiale per tuffarci giunti al Mumok, il museo d’arte moderna, uno dei più grandi musei dell’Europa centrale nell’arte dal modernismo. La sorprendente struttura cuboide grigio scuro rivestita in pietra basaltica al centro del MuseumsQuartier’s Wien ospita un’insolita collezione con importanti opere dal modernismo classico, alla pop art, Fluxus e all’azionismo viennese fino all’arte cinematografica e multimediale dei giorni nostri. Da Pablo Picasso a Andy Warhol e Franz West, la collezione e le mostre speciali rappresentano una miscela di tradizione e sperimentazione, passato e presente. All’interno dello stesso quartiere c’è il Leopold Museum un’autentica camera del tesoro dello stile Liberty viennese, della Wiener Werkstätte e dell’Espressionismo. Il museo più visitato del MuseumsQuartier, la piazza culturale più alla moda della città, ospita la collezione di Egon Schiele più grande e più importante del mondo oltre a capolavori del fondatore della Secessione Gustav Klimt. Si possono ammirare anche straordinari prodotti realizzati dalla Wiener Werkstätte su disegno di Josef Hoffmann, Koloman Moser e altri. Il cubo inondato di luce in calcare conchigliare bianco, con una superficie di 5.400 m² distribuita su quattro livelli, presenta un’esposizione permanente dei pezzi migliori della collezione ma anche mostre temporanee altamente selezionate. Siamo giunti al calar della sera e dalla terrazza del Leopold Museum si beneficia di un panorama sulla città dei tempi asburgici, dirimpetto all Hofburg i due musei di Storia Naturale e Museo di Storia dell’Arte uno difronte all’altro e nel quadrato Maria Theresa. Vista ai musei dalla visita ai musei, dove si può trovare molto di più di ciò che si pensa, diventa quasi impossibile uscire da un museo senza aver ottenuto alcuna suggestione o arricchimento personale durante la visita.

Si ritorna all’albergo, ci si scambiano impressioni, si commentano le giornate, si dà uno sguardo al meteo, la visita a Vienna si conclude domani in mattinata, ognuno sarà libero di recarsi dove meglio crede una volta arrivati vicino al primo distretto, prima della partenza fissata per le ore 14.00. Ciascuno di noi ha qualcosa da narrare, un particolare che questo racconto non ha colto, se passate a trovarci o incontrate qualcuno dei partecipanti, non lesinate, chiedete, la VIENNA INSOLITA si scopre anche dalle impressioni di ognuno.

Chiese dell’Istria

Anche quest’anno si è rinnovata la tradizionale uscita didattica alla scoperta dell’architettura sacra dell’Istria che conta un considerevole numero di chiese, accompagnati dalla nostra docente Ada Fachin che in aula nelle scorse settimane ha risvegliato la nostra curiosità di un tempo quasi dimenticato.Partiti alla volta del paese di Draguccio, per visitare la chiesetta di San Rocco che si trova in fondo al paese, dietro alla piazza e alla chiesa parrocchiale. San Rocco, protettore contro la peste, tema al quale è dedicata una scena degli affreschi, che raffigura un ammasso di cadaveri dai quali pendono i dardi, simboli della peste. Gli affreschi sono stati dipinti da Antonio da Padova, un maestro locale, dai sui lavori emerge l’influenza della pittura veneziana, con le linee dei disegni che dominano sul colore. Il pittore ha fatto proprie ed ha elaborato le caratteristiche rinascimentali, conferendo ai personaggi un aspetto associabile a quello delle bambole, con guance tonde e rosse e un taglio degli occhi ben definito. Nell’area centrale del presbiterio è raffigurato San Rocco con i due santi protettori, Sebastiano e Fabiano, mentre le altre immagini raffigurano il ciclo cristologico, i quattro padri della chiesa ed altri santi. Dall’iconografia classica si distinguono le immagini dell’Imago pietatis, raffigurante il Cristo dolente, dipinto sopra all’entrata della chiesa.Ma non vi raccontiamo proprio tutto, vi invitiamo a fare la vostra scoperta, magari questa estate di persona, noi nel mentre ci siamo diretti a Colmo, ( Hum in croato) spesso definita come la più piccola città del mondo, è un simbolo dell’architettura e della cultura del Medioevo. Grazie alla propria forma architettonica si può affermare che questa città è una città-monumento. La leggenda narra che fu costruita dalle pietre rimanenti con le quali i giganti costruirono i centri abitati della valle del fiume Mirna. Al punto più elevato (l’ex castello) c’è la chiesa della parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, con la facciata classicheggiante, creata nel 1802 sul luogo della chiesa del XIII sec. Nella chiesa, all’altare principale, c’è il dipinto di B. d’Anna, e sopra un altare laterale il dipinto di I. Bastiano; ha i calici del tardo gotico e il ciborio del 1539. Ultima tappa di questa meravigliosa giornata, meta Il paese di Batvači e la chiesa di Santa Fosca, situata in campagna, in posizione isolata, è una basilica a tre navate con tre absidi inscritte. I dipinti murali a Santa Fosca non sono però degli affreschi perché le pitture sono state eseguite sull’intonaco secco a tempera o a semi tempera. Nell’abside centrale ci sono frammenti della composizione della Vergine con Cristo in grembo, circondato da angeli, mentre nell’arco trionfale vi è dipinta una rappresentativa e monumentale Ascensione.La scoperta di nuovi luoghi e tesori nascosti dell’Istria per oggi è giunta al termine, ringraziamo la docente Ada Fachin e tutti i presenti per aver reso questa giornata, un piacevole viaggio in compagnia.

“4 Passi con il docente”

4 Passi con il docente” Giuseppe Marcon a Venezia, prima visita alla Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, un gioiello nascosto, una chiesa molto particolare e differente rispetto alle altre più famose chiese veneziane. La principale caratteristica che la differenzia è il suo rivestimento in marmo policromo bianco. Sia esternamente che internamente la chiesa si presenta ai vostri occhi tutta rivestita in marmo. Quattro passi più in là, la Chiesa di San Francesco della Vigna, un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Castello. L’attuale chiesa, costruita per i francescani, fu cominciata da Jacopo Sansovino nel 1534 e completata nel 1554. All’interno del complesso conventuale è custodita una biblioteca le cui origini risalgono al XIII secolo. Se ne hanno notizie certe a partire dal 1437. il cammino prosegue verso La trecentesca Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, San Zanipoło in veneziano, sita nel sestiere di Castello è uno degli edifici medievali religiosi più imponenti ed importanti di Venezia. Numerosi dogi e celebri personaggi, che hanno scritto pagine cruciali della storia della Serenissima Repubblica dal XIII al XVIII secolo, riposano qui, sepolti in solenni monumenti sepolcrali. Proprio per questo la Basilica è considerata il Pantheon di Venezia. I nostri passi ci conducono verso il ritorno a casa con l’ultima visita alla Chiesa di San Lazzaro Dei Mendicanti, La chiesa, ora parte dell’Ospedale di Venezia, era la cappella dell’ospizio dei Mendicanti una delle più importanti realtà assistenziali di Venezia. Il complesso venne realizzato da Vincenzo Scamozzi (1601-1631) che collocò la chiesa con la semplice facciata palladiana tra le due ali degli edifici destinati a ricovero. All’interno si conserva Sant’Elena con la croce, unica opera lasciata a Venezia dal celebre pittore bolognese Guercino.
Un piacevole sabato pomeriggio alla scoperta di una città meravigliosa come Venezia, in luoghi nascosti, illudendoci che neppure i veneziani conoscono. Grazie al nostro docente Giuseppe Marcon di averci fatto scoprire preziosi gioielli della città più bella del mondo.