
Percorso: Friuli Venezia Giulia
26 Ottobre 2025
La condizione permanente dell’umanità
31 Ottobre 2025La nostra prima uscita didattica è iniziata con un viaggio di altri tempi; al museo civico delle carrozza d’epoca di Codroipo, dove sono custodite una delle più ricche collezioni di carrozze, frutto della passione e della dedizione di Antonio Lauda. Un vero e proprio tesoro che regala ai visitatori la possibilità di rivivere atmosfere nostalgiche, quando le carrozze erano simbolo di eleganza, prestigio e ingegno tecnico.
La collezione comprende numerosi esemplari di carrozze che coprono diversi periodi storici e stili, dalla fine del Settecento fino agli inizi del Novecento. Ogni carrozza è stata restaurata con cura, rispettando le tecniche originali e valorizzando i materiali d’epoca come legno, pelle e metalli pregiati. Ammirando queste opere d’arte, si percepisce la sapienza degli artigiani e l’attenzione ai dettagli che rendevano ogni veicolo unico.
Berline: Carrozze chiuse, usate dalle famiglie nobili per viaggi lunghi e cerimonie. Landau: Carrozze convertibili, ideali per le passeggiate estive. Fiacre: Veicoli urbani per il trasporto pubblico, antenati dei moderni taxi. Vis-à-vis: Carrozze con sedili fronte a fronte, perfette per conversare durante il viaggio. Questi e altri modelli raccontano storie di viaggi, incontri e modi di vivere ormai lontani, ma ancora capaci di affascinare grandi e piccoli, un vero e proprio viaggio nel tempo, tra tradizione, arte e storia. Un’esperienza consigliata a chiunque desideri riscoprire il fascino di un passato che continua a vivere grazie alla passione e alla cura di chi lo custodisce.
Dopo una lauta sosta per il pranzo, pronti per dirigerci verso la mostra “Confini: da Gauguin a Hopper” allestita nella suggestiva cornice di Villa Manin rappresenta un’esperienza immersiva e affascinante per tutti gli amanti dell’arte, l’esposizione riunisce 136 capolavori di cinquanta grandi artisti dell’Ottocento e del Novecento, provenienti da 43 musei europei e americani.
Fin dall’ingresso si percepisce la cura nella selezione delle opere, che accompagnano il visitatore in un percorso cronologico e tematico tra fine Ottocento e metà Novecento, attraversando i grandi cambiamenti artistici e culturali che hanno segnato questo periodo.
Uno degli aspetti più riusciti della mostra è la capacità di mettere in dialogo artisti molto diversi tra loro, come Paul Gauguin ed Edward Hopper, sottolineando come il tema del “confine” sia stato declinato in modo personale da ciascuno di essi. Gauguin, con le sue opere luminose e cariche di esotismo, ci trasporta oltre i limiti geografici dell’Europa, mentre Hopper esplora i confini dell’animo umano attraverso atmosfere rarefatte e silenzi sospesi.
Le sale della villa consentono di apprezzare da vicino i dettagli dei dipinti, cogliendo le variazioni di luce e colore che caratterizzano i diversi linguaggi artistici. Si passa dai paesaggi soleggiati e vibranti di Gauguin alle solitarie vedute urbane di Hopper, incontrando lungo il percorso anche altri maestri che hanno saputo interpretare la modernità in modi innovativi.
L’allestimento minimalista esalta le opere senza distrarre il visitatore, mentre la luce naturale che filtra dalle grandi finestre di Villa Manin crea un gioco di riflessi che rende ogni visita unica. Uscendo dalla mostra, si ha la sensazione di aver attraversato un ponte tra mondi e sensibilità diverse, grazie anche alla ricchezza delle opere e alle informazioni fornite lungo il percorso.
Consigliamo vivamente entrambe le visite, non solo agli appassionati d’arte, ma anche a chi desidera vivere un’esperienza culturale intensa in uno degli scenari più affascinanti della nostra regione.









